Disfunzione erettile (impotenza)

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La disfunzione erettile è definita come l'incapacità di ottenere e mantenere un'erezione sufficiente per un rapporto sessuale. I medici usano spesso il termine di impotenza o disfunzione erettile per differenziare questa condizione da altri disturbi che interferiscono sull'attività sessuale, quali calo o mancanza del desiderio sessuale o alterazione dell'eiaculazione.

Si stima che 10-15 milioni di americani soffrano di impotenza. Nella maggior parte dei casi essa trova una causa organica, come traumi, effetti collaterali di medicamenti e malattie o atre condizioni che determinano un insufficiente afflusso di sangue al pene. L'incidenza aumenta con l'età: circa il 20-25% degli uomini di 65 anni di età soffrono d'impotenza.

É importante sapere che l'impotenza può essere trattata e curata in tutte le fasce di età.

Dal punto di vista anatomico l'erezione avviene quando la muscolatura liscia dei due corpi cavernosi si rilascia, facendo, in tal modo, aumentare l'afflusso di sangue nel pene. La tunica albuginea, una sorta di robusta guaina che riveste i due corpi cavernosi, aiuta a trattenere il sangue all'interno del pene. Per tale motivo l'erezione viene meno quando le fibre muscolari dei corpi muscolari si contraggono. L'erezione inizia, però, sempre con una stimolazione sensoriale o mentale.

Le cause più frequenti dell'impotenza sono lesioni delle arterie, della muscolatura liscia e del tessuto connettivo. In tale ambito malattie o altre condizioni come diabete mellito, arteriosclerosi, tabagismo e etilismo cronico sono responsabili di circa il 60-70% dei casi di impotenza.
Anche le cosiddette lesioni iatrogeniche (iatros = medico), ad esempio dopo intervento di prostatectomia radicale, possono causare l'impotenza, così come molti medicamenti, quali anti-ipertensivi, anti-istaminici, antidepressivi, tranquillanti, anoressizzanti e anti-ulcerosi (cimetidina).

Alcuni esperti ritengono che circa il 10-15% dei casi d'impotenza sono dovuti a disturbi psicologici, come stress, ansia, senso di colpa e timore d'insuccesso sessuale. Questi fattori risultano associati alle cause di tipo organico in circa l'80% dei pazienti.

Altre cause di disfunzione erettile sono il fumo, l'alterato flusso sanguigno all'interno delle arterie e delle vene e disturbi dell'assetto ormonale. La diagnosi viene posta sulla base della storia clinica, della visita clinica e di alcuni esami di laboratorio (stato ormonale, funzionalità epatica e renale).

Vi sono molteplici tipi di trattamento. Sta allo specialista individuare quello che è più adatto al singolo paziente e alle sue particolari richieste ed esigenze. Una possibilità è rappresentata dall'iniezione nei corpi cavernosi di papaverina o prostaglandina E1, medicamenti che provocano un incremento dell'afflusso ematico nel pene determinando, in tal modo, un'erezione. Un alternativa è il cosiddetto sistema con vuoto, che permette, mediante l'applicazione sul pene di una pompa che provoca il vuoto, di far affluire e poi di trattenere il sangue nei corpi cavernosi.

Pazienti che soffrono di un disturbo psicologico vengono avviati ad un trattamento psicoterapeutico.

Una nuova forma di somministrazione della prostaglandina E1 è rappresentata da candelette che si introducono all'interno dell'uretra, da cui penetrano direttamente nei corpi cavernosi ove esplicano il loro effetto.

Da luglio 1998 è disponibile in Svizzera una nuovo farmaco, il Viagra® (sildenafil), che impedisce il deflusso di sangue dai corpi cavernosi.

Una forma sicuramente invasiva di terapia consiste nell'impianto di una protesi nei corpi cavernosi, la quale è connessa ad un sistema di pompaggio che viene azionato quando si vuole ottenere un'erezione. Questa soluzione deve essere esclusivamente riservata ai pazienti che non hanno risposto alla terapia medica e che sono particolarmente motivati all'intervento chirurgico, il quale, come noto, non è scevro da complicanze (sanguinamento, infezioni, lesioni cicatriziali). Inoltre possono insorgere anche complicanze legate alla protesi stessa, quale malfunzionamento o rottura dei componenti, che possono portare ad un re-intervento. I costi dell'operazione non vengono rimborsati dall'assicurazione malattia.

La riparazione chirurgica delle arterie del pene è riservata ai pazienti giovani, soprattutto in caso di lesioni post-traumatiche (frattura del bacino) dei vasi sanguigni con conseguente perdita dell'erezione. Infine esiste la possibilità di legare, sempre con una operazione, le vene responsabili del deflusso sanguigno dai corpi cavernosi, ottenendo, in tal modo, un'erezione di più lunga durata. L'efficacia a lungo termine di tale intervento è ad oggi, però, ancora controversa.